Scrivo, ma è tutta la mattina che penso al fatto che ieri sera qualcuno ha detto la parola giraffa, e non riesco a farmi venire in mente perchè.
Forse era una cosa esilarante!
Anche la festina per l'adieu-goodbye alla Zara è stata esilarante; mi son sgamata dei discorsi fantastici e scambi di battute rapidissime, fra la menti migliori di questi miei anni;
anzi sicuramente Cinzia si ricorderà il momento in cui abbiamo detto "sarebbe una fotografia bellissima, questa", ed erano inquadrati Marco Bassi, Gian, Fulvio, Monaco Zen, Franco Libri e Lele e non mi ricordo più se si discutesse di travi scanalate alla veneziana, di caldaie o di giri in bicicletta...
Il resto (seppie al nero, coniglio, polenta, deliziose frittate, patatine&storiette) se vogliamo essere cortesi, è stato annaffiato da innumerevoli ombre che per qualità e aspetto sono state davvero ingovernabili. Giungevano quando meno te l'aspettavi, con attacchi quasi vietnamiti!.
Annaffiato, dicevamo, ma a tratti anche annebbiato e affogato, e in ultima istanza ricordo di aver rifiutato il cortese invito degli ultimi reduci, a boccettar con loro, ma proprio non ero in grado di metter a fuoco manco il tavolo, figuriamoci i birillini...!
Una bella confusione, a tratti con risvolti da psicodrama moreniano, un certo nordico che si autoincensava dall'alto delle sue rughette e del suo aspetto fisico, che per carità, irresistibile. Ad occhi chiusi.
E però giochi col tempo, amico mio. E se vuoi far finta di aver ventanni, invece di quaranta a me sta bene: ma il gioco del tiraemolla non son mai stata buona a farlo, figurati se comincio adesso sebbene piaccia tanto. Infatti, hai visto?, alla Folletta col cappellino rosa riusciva gran bene, quasi una specialista olimpionica. Sentirvi parlare, e scambiarvi convenevoli, che eravate, quasi, ad un passo dalle lenzuola, pensavo. invece lei, specialista, l'ho detto, se n'è andata lasciandoti davvero frustrato.
Al che qualche chiacchera con me, che beh, i giochi non li so giocare e, se mi hai capita, avrai visto la differenza. Giochi col tempo, te l'ho detto. A te, scegliere quanti anni vuoi avere...
Agli alcuni arrapati e schifoselli che cercavano di baccagliare con lingua di fuori consiglio maggior attenzione nell'assumere sostanze assieme, come cocacola col viagra, chè fa strani effetti ma, soprattutto, repelle.
Repelle a sbrega, fiòi...
Infine, la tecno berlinese minimal e il rap à la rage parisienne.
Molto presenti.
Prossima volta, Revolucion!
Minchietta, la giraffa.
Boh.
domenica 29 novembre 2009
Una giraffa ridens
venerdì 27 novembre 2009
Impegnative

Sul fronte Mandarino.
Si tratta tutto di tentativi: una persona che piace con cui si cerca di stabilire un legame, anche che so, lungo. Con poca carica, magari debole. Vuol dire lanciare dei prodromi, e beh, mantenerli?
La strategia del mandarino è quella per cui, se io ti offro mezzo mandarino e tu mi offri mezzo mandarino allora c'è un legame.
E poi ci si sposa.
No?
No, lo so anche io.
Però oggi ho lanciato un mandarino nella nebbia.
E io penso: sono nella nebbia e qualcuno mi offre un mandarino. Beh, io sarei contenta, no?
Sorpresa, certo: ma contenta!
E non risponderei dicendo: "La fase spensierata dei mandarini purtroppo è un ricordo nell'inferno urbano, sigh."
Uffi, ci sarebbe un sacco di lavoro da fare, nevvero?
Se vuoi ti vengo a prendere alla filiale della Barkleys (quale? sono 34 solo in centro) vestita di gommapiuma arancio? a me va bene, basta dirlo. Uno spettacolo da non perdere: vado anche in giro con la mètro se qualcuno mi sovvenziona!
Ora mando un progetto alla Bevilacqua la Masa che lei, gli scoperchiàti, se li prende su sempre tutti!
***
E un uffa alla Carmen Consoli,
che a esser vicina di casa di Battiato mi è diventata ipersaggia e splendente
e scrive righe molto precise, su di me...
"Amore mio, non è una colpa il non saper gestire la gioia
E il fatto di trovarsi a proprio agio nel dolore e nella rassegnazione.
Ed è innaturale come a volte ci forziamo di ignorare
Il gemito costante delle nostre reali inclinazioni:
il margine di errore di un'incessante sottrazione.
E forse una remota speranza la felicità?
Godersi il sole in dicembre, non molto lontano da qui nevica.
Non molto lontano da qui la gente ostenta oscure stravaganze
In preda allansia di stupire, indossa le sue maschere
E dimentica quella del coraggio nel momento del rilancio."
E non è mica perchè io voglia per forza far l'esistenzialista depressa
capite?
No, effettivamente forse non l'avevo spiegato.
Mi succede che non ho dei segnali chiari e lampanti dal mio corpo
(una gran brutta condizione: ormoni a puttane.)
e son tutta una confusione, dentro,
e fuori beh, c'è il solito nostro paese che ci avvolge,
e lo so che è la mancanza,
proprio la mancanza di certi ormoni, che mi fa star malino
infatti soprassiedo, lo giuro, faccio finta che non esista
però c'è.
E' finto.
Voglio le mie pilloline anticoncezionali. care belle pilloline. i miei tesssssoooorii..
Ecco.
Pero oggi son stata dal Dottorcàneva, a farmi fare tutte le impegnative, prolattine circolari, cortisoli, piastrine, tutto. e si vedrà... da quanti papiretti ho mi sa che ai Giovanni e Paolo dovrò piantar la tenda...
giovedì 26 novembre 2009
Pascolando su Zeitgeist

"C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico."
Il Pascoli se l'è giocato, sto verso, per parlare di un compagnuccio morto di stenti. Bravo.
Son andata giù con la menàra, per caso? Strano. Non mi capita mai, ultimamente di tranciare giudizi e condanne definitive. Imparo giammai a perdonare il tempo e lasciarlo passare?
Nonostante questo, comunque io, al Pascoli, povero, gli voglio un grande bene, un bene dell'anima. La sua cara e triste mitezza, storna e caduta tra i spini.
Epperò lo schifo perchè aveva in mano l'oro e l'ha affogato nella molle tristezza del lutto.
He he, povero. Gli son morti persino i canarini impagliati... No dai, poveretto. E io non son nessuno per dir questo.
Eppoi ieri sera, eravam di Pigiama Party e abbiam scuminciato a veder Zeitgeist, che di Sole ne parla in abbondanza.
Però quel "qualcosa di nuovo nel sole, anzi di antico", lo conserverei per altro, neanche per Dio intendo, figuriamoci per la morte...
Io, che son quell'occhio che guarda accecato fin dentro nel sole,
ne riconosco l'eterno Antico: è l'argento sui bordi che si ripete ogni mattina fatta di lacrime e domande,
ma vi scopro anche il Nuovo, quella speranza rossa che può apparire sulla fronte sollevata a provare a guardare più avanti, più in là
-speranza che forse rimane, che forse resiste-
o forse si fonde
e confonde, anche stavolta, nel caldo
senza traccia, nè trama nè ordito, neanche le bucce del mandarino,
rimangono.
E io spero stavolta resista, quel rosso, che resista il Nuovo nel sole
perchè l'Antico sa di esser ed esser se stesso, costante,
ma altro non conosce che bruciare se stesso,
ed è già a buon punto...
n.b. a dire il vero ho appena provato a lanciarle, le bucce del mandarino, nel sole.
vi terrò informati se davvero si bruciano...
magari stavolta no!!
lunedì 23 novembre 2009
Passioni
Cercandola,
ho visto la passione anche in questo piccolo mondo durato una settimana.
Cercando la passione, ho trovato fenicotteri, sparvieri, ghiandaie, merli, pettirossi, tordi, garzette, aironi, torcicolli spazzacamino, storni, fringuelli, passere lagie e mattugie, ballerine.
Ho atteso che una mantide religiosa attraversasse la strada e noi, fermi ad aspettarla, in cinque, fermi nell'auto ferma sul ciglio della strada. Sul perchè camminasse, invece di volare, ci si è interrogati e la risposta è stata: le va così.
Ho fatto una rotonda tre volte per essere sicuri che il riccio fosse davvero vivo.
Ho mangiato panini con le carote, e crema di olive, e pomodori tagliati con il coltellino svizzero, e le pile ai led che illuminavano sentieri dei bambini sperduti nel bosco, tra i rovi e rumori scricchiolanti.
Ho incontrato giardinieri, promotori finaziari, ferrovieri, manutentori di impianti telefonici, bibliotecarie, dottori del lavoro, frikkettoni bruciati dall'acido, disoccupati, broker e studenti che ogni mattino alle sette si alzavano, facevano colazione, si preparavano il panino e i mandarini, e partivano in mimetica, in jeans rotti, in vecchi pile, in pantaloni da lavoro per le montagne.
Ma prima: caffè e brioches dai vecchietti del bar di Frutti D'Oro che con il oro "aiòòò!!" ci facevano ingranare bene le giornate, puntinate, da distante, dalle varie situazioni nazionali.
Com'è distante l'Italia da là, ragazzi, affezionati, che distante. Che diversa.
E si partiva, alla ricerca di sentieri, io inetta del bosco che mi meravigliavo per nonnulla. Che mi meravigliavo ad ogni passo, ogni scoperta era importante e voglio tornare nel bosco, voglio tornare a camminare incerta, aggrapparmi a rami marci che cedono e ritrovarmi appesa per la giacchetta, per puro caso sul crepaccio, sana e salva chissà perchè...
Che il leccio, poi, abbia foglie di due tipi diversi nella stessa pianta, mi ha fatto proprio tenerezza.
E se si trovava un sentiero armato di trappole ho visto i medesimi giardinieri, promotori finaziari, ferrovieri, manutentori di impianti telefonici, bibliotecarie, dottori del lavoro, frikkettoni bruciati dall'acido, disoccupati, broker e studenti avere negli occhi la parola distruzione, strappare i crini, rompere e segare i rami.
Trovare merli, trodi e pettirossi morti, da imbustare.
Salvare una piccola ghiandaia azzurra e fortunata, che dopo acqua e zucchero è volata via.
E poi i bracconieri.
Che per vendetta tiravano sassi dal crinale delle colline di Scillaras e Su Spantu, sassi veri, quelli da intifada, mica scherzi. Tanto che alcuni di noi rispondevano con le fionde ed i pallini d'acciaio mentre io preferivo raccogliere mirto per futuri liquori.
E poi le macchine bruciate, o le gomme squarciate, sempre per darci una lezione, per monito.
Che quando ho sentito le pietre schizzare sulle nostre teste ho capito che le cose, come le passioni, si stanno mettendo al peggio, e che i bracconieri sono una metafora.
Ovvero, sono reali, specie per gli uccelli impiccati, soffocati di stenti: andatelo a dire a loro che i bracconieri sono metafore, e vi beccheranno gli occhi.
Ma sono metafore,
che mangiano la passione nell'anima.
E bisogna crearla la passione per averla nel cuore, anche se non ce l'hai, crearla
a forza
se necessaria
per avere una luce, una luce viva, da fratello figlio unico, perchè la cerchi, quella tua passione, e la cerchi ovunque.
E quel broker milanese, paraculo. Dargli dell'arido, vederlo permaloso. Poi avvicinarsi. Una piccola passione da bruciare per un giorno, regalargli Pavese e qualche scherzo, qualche occhiata, null'altro. Chiamarsi con nomi diversi.
Fantasmagorie nell'aria, a occhi chiusi, nei sogni.
Gettare, poi, nella realtà, le uniche basi che potevo. Una dedica sentita, apprezzata.
Che Dio mi abbia in gloria, fintanto che continuo a ricercare la passione
e mi aiuti, se può, perchè anche stavolta ho fatto capolavori di timidezza che, al confronto, in bosco, mi trovavo a mio agio. Il mistero di quella rete che mi trattiene, mi relega.
Cercare la passione,
dentro la pancia
e lasciarla vedere
e vivere.
domenica 15 novembre 2009
Cip cip!
Ok, è arrivato il momento della partenza! Una settimana senza tecnologia
ooooh, i'm tired of using technologies...
e senza Venezia
voglia di vedere nuovi paesaggi, le montagne che si avvallano all'orizzonte, rivestite di alberi e nebbia il mattino,
nuove cose da riportare a casa,
magari una bottiglia di questo Carignano del Sulcis, ottimo per formaggi arborinati (?) e arrosti!,
o un Monica di Cagliari (Monica? Martin? Pittrice? dai, questo vino lo lascio perdere!)
Piuttosto un Malvasia, o un Girò!
Sarò dalle parti di S. Maria di Pula, per chi ancora non lo sa a fare un campo di lavoro, a liberar uccellini, vivi e morti, che non finiranno arrostiti per lo spiedo di Grive.
sa morti dei bracconieri e di mio zio Giovanni, cacciatore!
Vi lascio con una canzone di Bepi de Marzi, che è un compositore e direttore del coro di montagna "i Crodaioli".
Da piccola andavo sempre a sentirli con i miei, specie sotto Natale, e mia mamma, regolarmente, a questa canzone, doveva portarmi fuori perchè in preda alle convulsioni di singhiozzi.
La domanda è scontata: perchè per una settimana non vai in Costa Smeralda, al Billionaire, a prendere tanta droga e divertirti come tutti i giovani che si rispettano?
Eeh, verissimo.
Un bacio a tutti!!!
Scapa Oseleto (Bepi de Marzi) qui il link
(io, avverto già, che non l'ho ascoltata altrimenti mi tocca chiudere il negozio! Stessa reazione identica sputata a leggere il "X Agosto" di Pascoli: da ricovero immediato e TSO a base di coriandoli e frizzipazzi!)
Scapa oseleto, ciufeto,
becheto de oro, violin de passaia,
oceti che vola, piumeta che canta
vossèta de cielo, scapa!
Scapa fincheto, montan,
selegheta, scapa.
Scapa sesalin del mama
che in tuta l'istà
la te gà ben insegnà
a cantare, volare,
magnare foiete, baeti e isseti, scapa.
Scapa becheto de oro,
violin del mama, che deso la vola
zigando pianzendo con core che
s-ciopa: domatina i ve copa...
Allegriaaaaa!!
venerdì 13 novembre 2009
Depth (profondità/spessore)
...e se mi si permette ora una farò un'inutile, lunga e poco consistente, vacua digressione sociologico/biografica
destituita di concetti o domande. e figuriamoci di risposte.
ma mi è necessario, per i rifrulli che mi macerano in testa,
perchè l'uomo possiede una mente (dove, e cosa sia, non si sa)
ma è l'unica cosa in tutta la natura
che può riflettere su se stessa,
e questo accade, per dio, se accade!
La verità è che son nata in anni in cui (ho avuto la conferma oggi dalla mia prof di italiano delle superiori) a scuola nessuno poteva turbarci.
Si parla di scuola e, per dire dove gli affezionati più dimestici di politica possono situarmi, dirò la formazione dei Ministri dell'Istruzione che mi hanno amministrata dalle Elementari (1985) alla Laurea (2003): Falcucci, Galloni, Mattarella, Bianco, Misasi, Iervolino, D'Onofrio, Lombardi, Berlinguer, De Mauro, Moratti. In porta:...
Delle Elementari, come delle Medie, dai: non frega niente nessuno.
Al florido e elitario e sperimentale Liceo Brocchi, nel 1994, sono entrata per culo perchè ripescata dal numero chiuso.
Io non avevo scelto il Brocchi perchè elitario, o perchè la mia famiglia desiderasse la dottoressa, ma perchè volevo fare il linguistico, e l'alternativa se non avessi passato la selezione, sarebbe stata quella di andare a Vicenza, dove c'era il liceo linguistico tradizionale.
(A mi del sperimentae no me ne fregava un'ostia. E po', posso dire? avevo tredici anni e mi vestiva ancora mia mamma. E' il mio blog e dico quello che voglio, e mi sputtano quanto voglio: si, figlia unica e tant'è.)
Io non lo sapevo che cos'era il Brocchi e quanto, questo, oggi stia pesando sulle mie spalle di commessa (toh guarda! niente dottoressa...).
Al Brocchi a quei tempi muoveva i suoi passi di falco una vera jena: la preside Gianna Miola Cortese, tanto dedita al lavoro e a quella filosofia imprenditoriale di dirigenza scolastica che ora sta impazzando.
Insomma tant'è che da Preside di provincia, dal 2000, piu o meno, è a capo della Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, la jena.
Sulle mie spalle.
Ma cosa avrà fatto mai, benedetta, per una simile carrierona?
Niente:
Lei, di sicuro, aveva già impastate alcune mani perchè, dal niente, mi par un po' difficile esserci riuscita, fatto sta che lei negli anni Ottanta ha ottenuto la possibilità strategico/politico/economica per fare delle sperimentazioni scolastiche. In merito alla questione economica ricordo che a Bassano, quasi tutto, è ricchezza, lusso, calma e voluttà.
Si parla di sperimentazioni, ma bisognerebbe propriamente dire "esperimenti".
Ha usato il mio Liceo come stagno per mettere in cultura e far fermentare tutta una serie di innovazioni didattiche e il numero chiuso in questo aiutava, ovviamente. Essere scelti. Essere tra i pochi. wow.
Insomma la mia sperimentazione ad esempio prevedeva 6 ore al giorno x 6 giorni alla settimana, trentasei orette dense dense, per vedere quanto poter caricare i fiòi prima che le ragazzine diventino anoressiche per l'inadeguatezza, ad esempio...
(oh come mi è tutto tutto chiaro ora! fantastico!)
Poi, dopo un po' è arrivata La Formula Giusta, quella che poi passò alla storia, e a tutti i Licei d'Italia, con l'inequivocabile nome "Maxisperimentazione Brocca" (Brocchi, Brocca. He he, da Bassano a tutto il mondo emerso! wow!)
La Miola Cortese era più a Roma al Ministero che a Bassano, a tramacciare per il prestigio del liceo (e di se stessa)
(e qui si aprirebbe tutta una digressione più strettamente autobiografica in merito ai rapporti che ebbi con la vice-preside, io rea di aver scritto un piccolo librino in cui si parlava di un sacco di cose ma anche di masturbazione femminile e che era arrivata nelle mani della suddetta con clamore e disgusti. "non tutti possono diventare Manzoni", ricordo mi disse una cosa del genere.)
Cosa voglio dire e spiegarmi con questo post.
Non ho approfondito puntualmente l'argomento perchè non ho tempo, ma immagino che ad incrociare i dati e le date potrebbe esser divertente, perchè ehi! noi del Brocchi dovevamo essere splendidi splendenti da tutti i punti di vista, perchè eravamo osservatissimi dal Ministero!
Mica c'eran drogati al Brocchi. Erano convocati i genitori e invitati a trasferire l'infame pecora nera!
Mica c'era del disagio, al Brocchi. Se ne accorgeva, prima, una sentinella e il tamtam faceva attivare una serie di aiuti e l'allarme rientrava!
Le materie, all'esame di maturità, quello vecchio, non erano una sorpresa. Se per caso al Ministero fuoriusciva la voce che sarebbe stato estratto il temutissimo greco, state ben certi che ad Aprile si trasformava nel più performante Latino!
e via discorrendo....
Ora.
Quale spazio crediate ci sia stato, in tutto questo, per la discussione di temi come la politica, che poteva infiammare gli animi e incendiare la scuola.
HA HA HA.
Nessuno.
Nessuno.
Ora ho capito.
Io non avevo domande, forse non le avrei avute nemmeno se stuzzicata, o sollecitata alla riflessione.
E forse questa è dietrologia.
Però, cazzarola, ora faccio un po' di fatica e un po' di significato lo trovo anche in questo... magari si, magari si!
E la mia prof di Italiano, alla domanda
"Ma Francesca, voi prof al liceo, nei miei anni, avevate ricevuto precise indicazioni sul fare, o non fare, o come fare se fare, politica in classe?"
Ieri mi ha risposto: "Non potevamo turbare i vostri diritti".
Via sms, la faccenda è complessa.
Approfondirò.
Affezionati, scusate ancora per l'imprecisa digressione,
profonda senza aver spessore.
giovedì 12 novembre 2009
Intifada di cipolline.
Si celebra oggi il nuovo CCNL tra me e il Superno che nei suoi articoli iniziali prevede che le parti si riconoscano reciprocamente come "esistenti", varie ed eventuali.
Insomma, l'Accordo è stato firmato nella tarda mattinata di oggi dopo che le parti sindacali hanno lavorato strenuamente, mentre i miei operai erano asserragliati a pencolòn nel vuoto dell'Esistenza e minacciavano gesti insani tipo leggere i vecchi numeri di "Chi", o "Donna moderna" lasciati sul tetto dalla donna delle pulizie.
In buona sostanza, si attesta che il legame vincolante preveda, in un ragionevole lasco di tempo,
una completa soddisfazione della richiesta contrattuale a fronte di una piena accettazione della metodologia di attuazione della medesima.
"Tutto accetto, pur di avere tutto esattamente così come lo immagino."
Lo so: é un accordo estremamente rischioso:
i patti, qualunque essi siano, con chiunque li si stipuli, è molto più facile che trasformino in un Faust che in un diplomatico, specie se disattesi...
Ma io so come lottare, e sarà una resistenza senza sconti.
Perchè dovete capire che ci sono delle cose, come il toast senape, burro e cipolline, che non rientrano nemmeno più nella questione "i gusti son gusti".
Non è neanche più qualcosa in cui si possa veramente scegliere, come, chessò, in un incrocio decidere se attraversare col rosso o attendere il verde.
Senape, burro e cipolline è non porsi questo dubbio. E decidere di attraversare attraversare bendati: la vera questione di vita o di morte
Si prende il pane da toast, lo si spalma di senape, ma non troppa.
Poi una volta che le fette sono diventate di un colore caldo, quasi aranciato, si pongono dei sottili quadratini di burro, a scacchiera.
Per ultime, le mezze cipolline, nelle aree senza il burro.
Così non scivolano.
E' scienza.
No, di più. E' qualcosa di confuso assieme al Divino.
Incomprensibile, inafferrabile.
E per questo è potentissimo ed immediato!
Let's rock!
